Test

di autovalutazione

1. Il ritorno venoso anomalo polmonare totale (RVAPT):

A. è una cardiopatia congenita frequente

B. è caratterizzata dal drenaggio venoso polmonare in vena cava superiore, inferiore o in atrio destro

C. non si associa mai a difetto interatriale

D. non è una cardiopatia cianogena.

2. Praticare regolarmente un’attività fisica determina:

A. un aumento della pressione arteriosa

B. una ridotta tolleranza glucidica

C. un aumento del VO2 max

D. un aumento della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria a riposo.

3. L’alimentazione di un bambino che svolge una regolare attività fisica non agonistica deve essere diversa da quella degli altri bambini?

A. Sì, con pasti completi e aumento degli zuccheri semplici

B. assolutamente no, ma si consigliano integrazioni energetiche farmacologiche per salvaguardare l’accrescimento

C. sì, ma povera di carboidrati e ricca di proteine di origine animale

D. no, non è necessario aumentare l’introito calorico o apportare dei cambiamenti da quella abituale.

4. Come praticare attività fisica evitando il rischio di esposizione ad inquinanti ambientali?

A. Stare lontani dalle zone urbane ad alto traffico

B. evitare le fasce orarie più calde

C. consultare le previsioni meteo e i bollettini degli inquinanti

D. tutte le precedenti.

5. Quanta attività dovrebbero fare i bambini da 1 a 3 anni?

A. Almeno 180 minuti, variamente distribuiti, al giorno, muovendosi, strisciando, scavando, seguendo l’adulto guida

B. un bambino così piccolo non è necessario che faccia movimento

C. almeno 30 minuti al giorno

D. almeno 180 minuti al giorno.

6. Cosa si intende per Fingertip Unit (FTU)?

A. È l’unità di misura per l’applicazione della crema cortisonica che identifica la quantità sufficiente per trattare un’area di cute pari a DUE volte il palmo della mano di un adulto, senza valutare le dita

B. è l’unità di misura per l’applicazione della crema cortisonica che identifica la quantità sufficiente per trattare un’area di cute pari a DUE volte il palmo della mano di un adulto, comprese le dita

C. è l’unità di misura per l’applicazione della crema cortisonica che identifica la quantità sufficiente per trattare un’area di cute pari ad un palmo della mano di un adulto, comprese le dita

D. è l’unità di misura per l’applicazione della crema cortisonica che identifica la quantità sufficiente per trattare un’area di cute pari a DUE volte il palmo della mano di quel bambino, comprese le dita.

7. Quale è la principale localizzazione del neuroblastoma?

A. Torace

B. addome

C. pelvi

D. collo.

8. Quali sono le sedi di metastasi maggiormente coinvolte nel neuroblastoma?

A. Midollo osseo e scheletro

B. polmoni e fegato

C. linfonodi e SNC

D. cute.

9. Il trapianto autologo è una strategia terapeutica utilizzata nei tumori neuroblastici periferici?

A. Mai

B. sempre, se il bambino ha più di 2 anni

C. sempre, indipendentemente dall’età

D. in alcuni casi.

10. L’attuale sopravvivenza a 5 anni dei pazienti affetti da neuroblastoma ad alto rischio è di:

A. 35%

B. 70%

C. 50%

D. 10%.

Le risposte esatte saranno pubblicate

sul prossimo numero della rivista.

Le risposte

del numero precedente

1. La vaccinazione in gravidanza è la migliore strategia di prevenzione della pertosse in neonati e lattanti.

Risposta corretta: B

La vaccinazione delle donne gravide nel terzo trimestre, idealmente alla 28esima settimana di gestazione, è capace di conferire, già nelle primissime epoche di vita, una protezione attraverso il passaggio transplacentare di anticorpi specifici e di abbattere il rischio che le madri rappresentino una fonte di contagio.

2. Gli adulti sono le principali fonti di contagio della Bordetella nei primi anni di vita.

Risposta corretta: A

Gli adulti, anche qualora vaccinati in età pediatrica o con storia pregressa di pertosse, per effetto della limitata durata dell’immunizzazione, sono suscettibili di contagio e spesso sviluppano forme subcliniche e misconosciute, diventando essi stessi fonte di diffusione, soprattutto intrafamiliare, della Bordetella.

3. Il cardine della gestione terapeutica in urgenza del paziente con crisi emolitica è rappresentato dalla terapia trasfusionale e da un adeguato supporto cardiocircolatorio.

Risposta corretta: C

Il cardine della gestione terapeutica del paziente in urgenza è rappresentato da una corretta terapia trasfusionale associata ad un adeguato supporto cardiocircolatorio.

Si ribadisce che è necessario ottenere l’esito del test di Coombs diretto polispecifico sempre prima dell’avvio della terapia trasfusionale, in quanto è il test che condiziona la strategia da adottare.

4. Se il valore di Hb è molto basso, per scongiurare il rischio di scompenso, si dovrà trasfondere un volume di emazie minore, e lentamente.

Risposta corretta: B

La quantità e la velocità di trasfusione dipendono dai valori di emoglobina del soggetto, ma se il valore di Hb è molto basso, per scongiurare il rischio di scompenso, si dovrà trasfondere un volume minore e più lentamente. Al di sopra dei 6 g/dL è possibile trasfondere circa 10 ml/kg a 3-4 ml/kg/h; al di sotto dei 6 g/dL andranno trasfusi non più di 5 ml/kg, a una velocità di 1-2 ml/kg/h.

5. In caso di test di Coombs diretto positivo è necessario iniziare rapidamente la terapia steroidea.

Risposta corretta: A

È necessario iniziare rapidamente la terapia corticosteroidea. Qualora il quadro emolitico sia lieve, con Hb > 8 g/dL, è indicata terapia orale con prednisone 2 mg/kg/die. In caso di emolisi massiva è necessaria una dose superiore sotto forma di boli endovenosi di metilprednisolone (5 mg/kg/die).

6. Relativamente al deficit di G6PD (favismo), l’affermazione che la crisi emolitica non può mai essere scatenata dall’inalazione di pollini di fava è corretta.

Risposta corretta: B

La crisi favica avviene esclusivamente se il legume viene ingerito: non esiste la possibilità di sviluppare emolisi a seguito di inalazione di pollini di fava o a seguito di contatto cutaneo con la pianta del legume. L’emolisi si manifesta generalmente entro le 48-72 ore successive all’ingestione del legume incriminato.

7. Nel megaloeritema al 16° giorno dal contagio, contemporaneamente alla comparsa delle IgG e al picco delle IgM, appare una eruzione cutanea pruriginosa.

Risposta corretta: A

Il megaloeritema è presente nell’ infezione da Parvovirus B19. Intorno al 16° giorno dal contagio in corrispondenza del picco nella produzione di IgM e con l’inizio della risposta immunitaria IgG, si ha l’insorgenza dell’eruzione cutanea con prurito. Il rash può essere transiente, oppure ricorrere per settimane.

La diagnosi di morbillo si basa in genere sulla presentazione clinica: febbre elevata, tosse catarrale, macchie di Koplik, esantema maculo-papuloso a diffusione cranio-caudale. Nella rosolia gli elementi sono di colore roseo, è costante la tumefazione dei linfonodi retro auricolari e nucali. Nella varicella l’esantema è vescicolare ed è generalmente costituito da diverse gittate, l’evoluzione dei singoli elementi non è sincrona.

8. Anche gli adulti possono esser contagiati da mano bocca piedi, Coxsackie e HSV danno, esantemi vescicolari e Parvovirus B 19 può dare miocardite sono affermazioni corrette.

Risposta corretta: D

La malattia mano, piede e bocca è una malattia frequente causata da Enterovirus (virus Coxsackie), colpisce di solito i bambini di età inferiore ai 4 anni, tuttavia anche gli adulti possono essere colpiti. La malattia presenta esantema vescicolare simile a quello da HSV, ma con una localizzazione tipica delle lesioni.

Il Parvovirus umano B19 è il più comune agente virale di miocardite. La miocardite potrebbe essere spiegata dalla presenza del recettore virale (antigene P) nei miociti o da una cross- reazione immunitaria coinvolgente epitopi condivisi da virus e miocardio.

9. L’infezione primitiva da HHV 6 può colpire anche gli adulti.

Risposta corretta: B

L’ HHV 6 si acquisisce solitamente nei primi anni di vita, soprattutto tra i 9 ed i 21 mesi, ma può colpire anche l’adulto. L’esantema può mancare. L’onychomadesis (perdita di unghie) è una complicanza rara e tardiva della malattia mano, piede e bocca.

10. L’eczema varicelliforme di Kaposi è una infezione cutanea disseminata causata da HSV, VZV, Coxsackie a cui sono più suscettibili i soggetti con dermatite atopica.

Risposta corretta: D

L’eczema varicelliforme di Kaposi è una complicanza rara della dermatite atopica (DA), che consiste in una infezione cutanea disseminata causata da HSV, meno frequentemente da VZV e Coxsackievirus A16. I pazienti affetti da DA sono più suscettibili per il difetto tipico della barriera cutanea.