Tablet e smartphone, “no” all’uso sconsiderato in età pediatrica

Mamma e papà sono troppo spesso permissivi sull’uso dei dispositivi tecnologici la cui eccessiva esposizione può avere tuttavia conseguenze anche gravi per lo sviluppo stesso dei bambini.

Dante Ferrara

Pediatra di famiglia ASP 6 Palermo – Docente di Cure Primarie Scuola di Specializzazione Università degli Studi di Palermo

Alessandra Camilleri

Scuola di Specializzazione in Pediatria Università degli Studi di Palermo

Un fenomeno preoccupante


I bambini cominciano sempre prima a cimentarsi con i dispositivi digitali. In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono spesso permissivi: il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno.

Ma perché i bambini amano così tanto i dispositivi digitali?


La risposta è semplice. L’uso prolungato di questi crea una vera e propria dipendenza. Nel momento in cui il bambino ha tra le mani uno smartphone e riesce con un semplice tocco a far accadere qualcosa che gli piace e lo diverte, il cervello produce dopamina, l’ormone dell’euforia, e ciò provoca dipendenza. Più il bambino usa strumenti tecnologici, maggiore sarà la sua gratificazione. E al problema della possibile dipendenza se ne aggiungono altri sia fisici che psicologici e relazionali.

Ma i genitori sono davvero consapevoli dei rischi per la salute del loro piccolo?

Di seguito un elenco di tutti i possibili effetti avversi correlati all’uso prolungato dei dispositivi digitali:

· obesità, meno movimento e una vita sempre più sedentaria;

· disturbi del sonno. Le sollecitazioni causate sia dai contenuti stimolanti sia dall’esposizione alla luce dello schermo, durante le ore serali, alterano il ritmo circadiano. Dormire a sufficienza nell’infanzia (ma anche durante l’adolescenza) è indispensabile per un’armonica crescita fisica e psicologica;

· disturbi della vista, secchezza e bruciore agli occhi e maggior rischio di sviluppare disturbi visivi;

· distorto senso dell’attesa e incapacità a gestire le emozioni;

· difficoltà relazionali, i nostri piccoli tendono ad isolarsi sempre più, non sperimentando le proprie abilità sociali.

Ma allora qual è la soluzione?

Usare il buon senso e mettere in atto poche ma fondamentali regole. La Società Italiana di Pediatria a tal proposito ha stilato un documento ufficiale proprio sull’uso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc). Si consiglia di non usare media device:

· nei bambini sotto i 2 anni di età;

· durante i pasti;

· almeno un’ora prima di coricarsi;

· in caso di programmi frenetici, applicazioni con distrazione o contenuto violento;

· come ciuccio o pacificatore, per mantenere i bambini tranquilli in luoghi pubblici.

Si raccomanda di limitare l’uso dei media device:

· a meno di 1 ora al giorno nei bambini tra 2-5 anni e a meno di 2 ore in quelli tra 5-8 anni;

· a programmi di alta qualità: i contenuti multimediali devono essere monitorati dalla famiglia;

· solo in presenza di un adulto: i bambini dovrebbero condividere l’uso di dispositivi multimediali con caregiver/genitore per promuovere l’apprendimento e le interazioni bambino/genitore;

· con app utilizzate e scaricate che devono essere testate dal genitore prima dell’uso da parte del bambino. Più di 80.000 applicazioni sono etichettate come educative, ma poche ricerche hanno dimostrato la loro reale qualità.

Quindi cari genitori...

Stabilite delle regole chiare di utilizzo della tecnologia non solo per i figli, ma per voi stessi, ricordandovi di dare un corretto esempio.

Proponete ai bambini delle esperienze di vita senza tecnologia e aiutateli a comprenderne i vantaggi.

In un mondo dove i bambini stanno “crescendo digitali”, i genitori hanno un ruolo essenziale nell’insegnare loro un utilizzo sicuro e appropriato della tecnologia, e noi pediatri abbiamo il compito di guidare e informare adeguatamente le famiglie anche su questi temi.