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DOI 10.1725/3220.31978 Scarica il PDF (647,7 kb)
AreaPed 2019;20(3):141-142



Test

di autovalutazione

1. La cardiopatia reumatica (RHD) presenta tutte queste caratteristiche eccetto:

A. si verifica nel 60-65% dei bambini che hanno presentato la malattia reumatica

B. può svilupparsi in seguito al primo episodio di malattia reumatica oppure come conseguenza di infezioni ripetute da Streptococco Beta emolitico di gruppo A

C. ha un picco di incidenza nei giovani adulti

D. è più frequente nel sesso maschile.

2. Che cosa si intende per mimetismo molecolare nella RHD?

A. La condivisione di epitopi (per analogie immunologiche) tra il microorganismo e i tessuti dell’ospite, per cui il sistema immunitario attacca anche questi ultimi

B. gli antigeni dello streptococco beta emolitico di Gruppo A non vengono riconosciuti dal sistema immunitario dell’ospite, pertanto si mimetizzano con esso

C. mancata attivazione dei linfociti T nell’infiammazione del tessuto valvolare cardiaco

D. scarsa presenza dei carboidrati quali N-acetilbeta D-glucosamina (NABG) e della proteina M sulla parete dello streptococco beta emolitico di Gruppo A.

3. Secondo l’American Heart Association la durata della profilassi secondaria nella malattia reumatica con cardite e RHD (malattia valvolare persistente) deve essere:

A. 5 anni dopo l’ultima riacutizzazione

B. fino a 21 anni di età

C. fino a 40 anni di età solo se la popolazione è ad alto rischio

D. 10 anni o fino a 40 anni di età (quella più lunga delle due); nei casi ad alto rischio, per tutta la vita.

4. L’impianto di pace maker è indicato nei soggetti con blocco atrio-ventricolare (BAV) congenito anche asintomatici se si associa almeno una delle seguenti condizioni eccetto:

A. disfunzione ventricolare

B. QT corretto prolungato

C. frequenza ventricolare inferiore a 70/min

D. extrasistolia ventricolare complessa.

5. Nella anafilassi indotta da esercizio fisico cibo-dipendente:

A. i sintomi dell’anafilassi compaiono solo quando lo sforzo fisico è preceduto dall’ingestione di uno specifico alimento. L’ esercizio fisico da solo non provoca disturbi

B. il bambino deve evitare l’assunzione dei cibi scatenanti nell’ora precedente l’attività fisica

C. non è necessaria l’adrenalina

D. non sono presenti sintomi prodromici quali prurito o formicolio alle estremità.

6. L’obesità a 2-5 anni di età è caratterizzata dal BMI z-score:

A. ≥1 <2

B. ≥2 <3

C. ≥3

D. ≥4.

7. Dai 6 mesi di vita il carico proteico quotidiano ideale è:

A. 5-8 g al giorno

B. 10 g al giorno

C. 12 g al giorno

D. 12-15 g al giorno.

8. Per diagnosticare la EIA (exercise-induced asthma) e la EIB (exercise-induced bronchoconstriction) in età pediatrica il test di scelta è:

A. test alla metacolina

B. test al mannitolo

C. la prova da sforzo con treadmill (tappeto rotante)

D. spirometria con broncodilatazione.

9. In un soggetto con asma, lo sport più “asmogeno” tra i seguenti è:

A. la lotta

B. la scherma

C. il sollevamento pesi

D. il ciclismo.

10. La profilassi farmacologica dell’EIA si effettua con tutti i seguenti farmaci, tranne:

A. salbutamolo (ß2 agonista short-acting)

B. disodiocromoglicato e nedocromil sodico

C. antistaminico

D. montelukast.

Le risposte esatte saranno pubblicate

sul prossimo numero della rivista.

Le risposte

del numero precedente

1. Il ritorno venoso anomalo polmonare totale (RVAPT) è caratterizzato dal drenaggio venoso polmonare in vena cava superiore, inferiore o in atrio destro.

Risposta corretta: B

Il RVAPT è una rara anomalia cardiaca congenita in cui le vene polmonari non si connettono all’atrio sinistro, ed è caratterizzata dal drenaggio venoso polmonare in vena cava superiore, inferiore o in atrio destro. Il RVAPT rappresenta il 6% delle cardiopatie congenite cianogene. Queste anomalie di connessione venosa determinano la necessità di uno shunt interatriale sia per mantenere un’adeguata portata al ventricolo sinistro che per avere una sufficiente saturazione di ossigeno all’aorta ascendente.

2. Praticare regolarmente un’attività fisica determina un aumento del VO2 max.

Risposta corretta: C

Praticare regolarmente un’attività fisica garantisce un aumento del VO2 max, parametro biologico che esprime il volume massimo di ossigeno, che un essere umano può consumare nell’unità di tempo durante una contrazione muscolare. Questo valore, espresso in ml/kg/min, è indice indiretto dell’efficienza del sistema cardiopolmonare.

3. Nell’alimentazione di un bambino che svolge una regolare attività fisica non agonistica non è necessario aumentare l’introito calorico o apportare dei cambiamenti rispetto a quella abituale.

Risposta corretta: D

La sana alimentazione con un quotidiano e cospicuo apporto di frutta fresca, verdure, cereali integrali e proteine, non solo animali ma anche vegetali (legumi), è in grado di fornire al giovane sportivo la giusta quantità e qualità di tutti i principi nutritivi di cui ha bisogno. Non è necessario ricorrere indiscriminatamente ad integrazioni farmacologiche inutili che possono nel tempo risultare dannose.

4. Per praticare attività fisica evitando il rischio di esposizione ad inquinanti ambientali è necessario stare lontani dalle zone urbane ad alto traffico, evitare le fasce orarie più calde e consultare le previsioni meteo e i bollettini degli inquinanti

Risposta corretta: D

Praticare attività fisica all’aperto può esporre ad inquinanti atmosferici prevalentemente prodotti dal traffico veicolare e maggiormente presenti durante le ore più calde del giorno (PM10, PM2.5, ozono, ossidi di azoto e anidride solforosa), con effetti dannosi soprattutto sulla salute respiratoria.

5. I bambini da 1 a 3 anni dovrebbero fare almeno 180 minuti di attività, variamente distribuiti, al giorno muovendosi, strisciando, scavando, seguendo l’adulto guida.

Risposta corretta: A

L’attività di un bambino piccolo non può essere facilmente codificata, elemento essenziale è favorire la naturale tendenza al movimento, eliminando gli ostacoli che possano configurarsi come situazioni di rischio, supervisionando con attenzione, anche per creare percorsi attivi di gioco-motricità.

6. La Fingertip Unit (FTU) è l’unità di misura per l’applicazione della crema cortisonica che identifica la quantità sufficiente per trattare un’area di cute pari a due volte il palmo della mano di un adulto, comprese le dita.

Risposta corretta: B

La FTU è la quantità di crema cortisonica compresa dalla punta del dito fino alla prima piega cutanea della falange, sufficiente per trattare un’area di cute pari a DUE volte il palmo della mano di un adulto, comprese le dita.

7. La principale localizzazione del neuroblastoma è l’addome.

Risposta corretta: B

In due terzi dei casi il neuroblastoma origina nella midollare surrenalica o nei gangli simpatici paravertebrali o celiaci.

8. Le sedi di metastasi maggiormente coinvolte nel neuroblastoma sono midollo osseo e scheletro.

Risposta corretta: A

La disseminazione metastatica, specie al midollo osseo e scheletro, è documentata nel 40% dei casi già alla diagnosi, spesso associata a dolore, calo ponderale, febbre, ecchimosi periorbitarie.

9. Il trapianto autologo è in alcuni casi una strategia terapeutica utilizzata nei tumori neuroblastici periferici.

Risposta corretta: D

La possibilità di infondere cellule staminali ematopoietiche autologhe ha consentito di erogare dosaggi mieloablativi e ha migliorato la sopravvivenza nei casi con malattia disseminata o con caratteristiche biologiche sfavorevoli.

10. L’attuale sopravvivenza a 5 anni dei pazienti affetti da neuroblastoma ad alto rischio è 35%.

Risposta corretta: A

Il trattamento dei pazienti con malattia ad alto rischio rimane un problema aperto, in quanto l’attuale sopravvivenza a 5 anni si aggira sul 35%, nonostante un trattamento multimodale e intensivo.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 2385-0736