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DOI 10.1725/3139.31222 Scarica il PDF (449,1 kb)
AreaPed 2019;20(1):36



La banca del latte umano donato

Cos’è una banca del latte e perché è importante che le TIN se ne dotino:
il dietro le quinte di un gesto semplice ma molto importante com’è quello
di donare il latte umano.

Quattro domande a

Luigi Corvaglia

Responsabile SSUO-UTIN Sant’Orsola,
Università di Bologna

1. In cosa consiste una banca del latte umano donato?

Un banca del latte umano donato (BLUD) è uno sistema organizzato e tecnologico che rende possibile (e sicuro) un gesto di estrema generosità e nobiltà come è quello di donare il latte da parte di una neomamma e che consente a noi Neonatologi di nutrire con latte umano anche quei bambini pretermine le cui mamme non ne producono abbastanza.

2. Perché le BLUD sono importanti per i nati pretermine?

Perché il latte umano per i neonati pretermine è di vitale importanza (e quello fresco prodotto dalla propria madre certamente è il più prezioso). Sebbene il latte donato non conservi le medesime caratteristiche del latte materno fresco – per i processi a cui viene sottoposto (soprattutto la pastorizzazione con metodo Holder), indispensabili per renderlo microbiologicamente sicuro ma che riducono alcune importanti componenti bioattive –, non tutti i composti funzionali del latte donato vengono però danneggiati dalla pastorizzazione. Gli oligosaccaridi e LC-PUFA per esempio restano praticamente indenni: i primi, in particolare, sono stati riconosciuti estremamente utili nel prevenire il rischio di gravi complicanze gastrointestinali, come l’enterocolite necrotizzante (NEC). Accanto alla riduzione dell’incidenza della NEC, l’utilizzo del latte donato potrebbe, secondo alcuni studi, ridurre l’entità dell’intolleranza alimentare del pretermine.

3. Cosa comporta installare una BLUD?

Impiantare e mantenere una BLUD costa, sia per gli aspetti tecnologici, sia per le spese legate al personale. Perciò nella comunità scientifica serpeggia da tempo il dubbio “se valga la pena” di investire in un simile progetto o non convenga invece dedicare ad altro le sempre limitate risorse. Studi recenti identificano effettivamente una maggior spesa pro-capite nella fase di ricovero ospedaliero, legata all’utilizzo del latte di banca, ma allo stesso tempo segnalano una riduzione dei costi di gestione dei pazienti nel corso dei 18 mesi successivi alla dimissione, per la riduzione delle spese familiari e sociali legate agli esiti a lungo termine della NEC. Per questo molti reparti di TIN si sono dotati negli anni di una BLUD, dedicando a tali progetti impegno e risorse, con indubbi vantaggi per i propri pazienti. L’Italia è uno dei paesi europei meglio organizzati nel campo della donazione del latte e il numero di BLUD sul territorio nazionale ha da tempo superato le 30 unità, raccolte in una società scientifica che studia e promuove la ricerca in questo campo denominata AIBLUD.

4. Cos’è “ALLATTAMI” e come funziona?

È il nome della BLUD nata nella TIN del Sant’Orsola, nel 2012, grazie alla collaborazione tra il Policlinico, supportato dall’associazione di genitori “il Cucciolo”, e l’azienda Granarolo che, a scopo benefico, ha costruito un apposito moderno laboratorio, dotato delle attrezzature necessarie a processare e conservare il latte umano. “ALLATTAMI” nel corso degli anni è cresciuta e oggi rifornisce anche le TIN dell’Ospedale Maggiore di Bologna, di Ferrara e di Parma raccogliendo e distribuendo nel corso di questi anni oltre 24.000 biberon di latte donato. Da una parte le future mamme vengono informate sull’esistenza della BLUD, dall’altra le future donatrici prenotano un appuntamento con un medico della BLUD e se idonee vengono arruolate. Viene loro fornito un tiralatte e l’idoneo materiale di consumo, un certo numero di biberon e di etichette con codici a barre identificativi, che tracceranno ogni biberon nel corso del successivo percorso fino all’utilizzo. Il latte viene ritirato dal personale di Granarolo presso il domicilio delle donatrici e trasportato presso la BLUD dove viene conservato, pastorizzato e, previa richiesta, consegnato alle TIN che lo utilizzano per i neonati con peso alla nascita inferiore a 1500 grammi. Ogni passaggio del processo viene seguito con un sistema elettronico di tracciabilità e nel momento dell’utilizzo il personale della TIN ha modo di verificare che tutti i passaggi siano stati eseguiti correttamente e il biberon sia idoneo per l’utilizzo nonché abbia rispettato tutte le regole del sistema HACCP che è alla base del percorso del latte donato

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 2385-0736